Formazione senza trasparenza e tutele: occorrono associazioni tecniche

Nel video qui accluso, dopo una breve presentazione di Consophia, la mia società di formazione e consulenza, partner per la crescita aziendale, si torna a illustrare il tema della mancata trasparenza e concorrenza nel settore della formazione professionale. Che impatta pesantemente sul sistema Paese.
Problema che attiene anche il bacino contiguo, quello delle risorse per la disoccupazione e welfare, sempre per assenza di decreti attuativi, relativi alla Legge 388 del 2000.
La Corte dei Conti non ha concreti poteri di vigilanza su tutte le risorse gestite dall’ANPAL. Un problema che permane da oltre 20 anni, segnalato dalla UE fin dal 2001, come documentato nei precedenti post. Tema drammaticamente attuale, poiché è ormai inderogabile un sistema di welfare e di formazione che permetta al sistema Paese di competere. Ma anche assolvere ai numerosi obblighi formativi (sicurezza, pronto soccorso), per i quali gli inadempimenti possono avere conseguenze penali.
Come già spiegato in un mio articolo del 2015, pubblicato da Italia Aperta, sito di giuristi ed economisti, il comparto della formazione finanziata è di fatto monopolizzato da Regioni e Fondi Interprofessionali, che il Ministero del Lavoro e ANPAL non hanno il potere di vigilare concretamente. Non ci sono altri canali di finanziamento, a parte il Fondo Nuove Competenze di ANPAL, introdotto nel 2020, che finanzia però non la formazione, ma solo il costo orario dei dipendenti in aula.
Risultano poi del tutto assenti le tutele per chi denuncia abusi (enti di formazione e imprese, ossia gli altri attori del mercato). Continuano quindi le ritorsioni per chi, come Consophia, che denuncia dal 2014 la situazione, con Pareri ottenuti dall’Antitrust e ANAC nel 2016. Agenzie che di fatto rimandano alla magistratura, ma con tempi e costi anticoncorrenziali. Ad oggi non vi sono stati interventi risolutivi, nonostante l’intervento politico del Governo Gentiloni (sua la circolare di riordino dei Fondi, la ANPAL 1 di aprile 2018, di fatto non rispettata, sebbene cogente) e l’interessamento di varie Procure, anche Catanzaro.
Motivo per cui ulteriori iniziative sono state ora implementate dalla scrivente anche in UE, competente sia per le politiche attive, sia la concorrenza e il codice degli appalti. Con direttive di fatto disattese. Ad esempio la circolare UE 1937 2019 (che prevede tutele speciali per chi denuncia reati contro la PA, concorrenza e codice degli appalti, anche contro ritorsioni e con supporti legali gratuiti). È scaduta a dicembre 2021, ma, come riportato da Il Sole 24 ore (3 ottobre 2022), dovrebbe essere però finalmente recepita il 10 dicembre (siamo già in infrazione, dunque un anticipo sarebbe congruo).
È palese dunque come ora servano con urgenza, come spiega il video, nuove associazioni, indipendenti (quindi autofinanziate), gestite da tecnici del comparto. Associazioni con competenze in primis tecniche, che facciano presenti i problemi concreti del mercato (a politici e magistrati) con “casi” eloquenti e porgano soluzioni realmente perseguibili.
Chiunque volesse aderire a nuovi progetti associativi a tutela del comparto formazione e welfare, ma anche della trasparenza e tutele dovute a chiunque denunci, contatti la scrivente ai riferimenti sotto indicati. Sono in corso progetti anche con altre associazioni, contigue a questi temi.
Consophia al momento sta operando, oltre che nel settore della formazione per le aziende, anche nel settore del finanziamento alla crescita delle imprese (con risorse provenienti da incubatori, Private Equity ecc.),  con assessment gratuiti, per aiutare a focalizzare i reali bisogni e obiettivi e quindi individuare le risorse umane e finanziarie necessarie. Anche in questo ambito resta a disposizione, per informazioni e approfondimenti, ai contatti sotto forniti:

patrizia.delprete@consophia.it

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