Nasce il Blog di Consophia: in-formazione utile e indipendente

Con questo primo articolo del BLOG Consophia, la società di formazione e consulenza da me fondata nel 2009, intende presentare un progetto nuovo e partecipativo, aperto a chiunque voglia apportare contributi per una seria riforma del comparto formazione e welfare.

Ma non solo. Il Blog mira ad occuparsi in chiave innovativa anche di marketing e comunicazione, fondamentali per il trasferimento efficace di conoscenza. Un continuum che va dalla formazione, al coaching, alla consulenza.

Il progetto è propedeutico ad una associazione per il comparto formazione, che agevoli istituzionalmente l’introduzione di controlli e arbitri con poteri sanzionatori, ad oggi assenti in Italia. Come dimostrato nella risposta portatami dalla Corte dei Conti

Visualizza il documento della risposta cliccando qui

La Corte dichiara di non controllare ANPAL (Agenzia Nazionale delle Politiche Attive) per l’assenza di un decreto specifico, sebbene normativamente debba presidiare tutte le amministrazioni pubbliche.

La mia esperienza professionale, trasversale (finanza, formazione, marketing e comunicazione) mi ha indotta negli anni a comprendere che un approccio trasversale e olistico è essenziale per analizzare la vera genesi dei problemi e trovare soluzioni.

Nei sistemi complessi (pubblici e privati) in cui oggi viviamo è essenziale.

In particolare è fondamentale che le persone sappiano interagire in modo strutturato e comunicare opportunamente, per identificarli e collaborare nel proporre soluzioni.

Oggi il nostro apparato burocratico, che prevale nella formazione, attività in buona parte finanziata in tutti i Paesi UE, è invece caratterizzato da soggetti che operano per compartimenti stagni, che non comunicano tra loro, non riescono a monitorare i processi e non ascoltano direttamente il mercato.

A volte banalmente per previsioni istituzionali stringenti che prevedono l’interlocuzione delle istituzioni solo con pochi soggetti, delegati alla rappresentanza, ma spesso in conflitto di interesse e lontani dai veri bisogni dell’utenza finale.

Ne è derivato un corto circuito che impedisce serie riforme, attuabili solo ascoltando tutte le parti che del sistema fanno parte. Imprese ed enti di formazione in primis. Ascolto diretto con strumenti nuovi e innovativi, non mediato.

Strumenti che assicurino la tutela di chi segnala o denuncia, anche ai fini di legge come la 179 del 2017 o direttive comunitarie, spesso disattese perché nessuno reclama le risorse necessarie per dare alle stesse concreta applicazione.

Strumenti che implichino non solo la fotografia delle situazioni esistenti, ma un marketing sociale, importando tecniche di analisi della soddisfazione dei bisogni collaudate in contesti più evoluti ed abituati alla gestione della complessità da decenni.

Ecco perché questo Blog si occuperà oltre che di formazione anche di welfare marketing e comunicazione. Tentando di informare su aspetti inediti e spesso inconfessati per aiutare un processo di riforma.

Impossibile scinderne la trattazione, anche perché la Legge 388 del 2000, che aveva nei suoi intenti creato strumenti nuovi per la formazione, la bilateralità, il welfare, è di fatto non applicata, soprattutto per gli aspetti di monitoraggio e allocazione delle risorse. L’inserto Millennium del quotidiano Il fatto ne ha ampliamento parlato a giugno del 2019. Pre Covid poi. Senza avere seguito su altre testate.

Ad oggi infatti si stenta ad attivare un dibattito serio e super partes di riforma del comparto, complesso, mentre permangono assenza di controlli su flussi di miliardi di euro.

Perché nessuno ha denunciato finora questa situazione? Questo è un Paese in cui chi parla oggi va incontro a ritorsioni per le quali difendersi ha costi e tempi assai lunghi, con danni spesso irrimediabili. Un Paese in cui anche le associazioni spesso rispondono a logiche autoreferenziali in conflitto di interesse.

Anche leggi illuminate, come la 179 del 2017, a tutela di chi denuncia reati contro la PA, possono essere aggirate con l’alibi dell’interesse “personale”. Equivocando lo spirito del legislatore, che esclude solo interessi egoistici, non legittimi e per le quali nessuna associazione ha finora protestato istituzionalmente per esigere risorse per azioni di tutela concrete.

Così ad oggi le aziende in Italia dispongono solo di circa 400 milioni per la formazione, a fronte di un drenato dall’INPS dagli stipendi dei dipendenti, per la Legge 388 del 2000, di circa un miliardo di euro. I 5 miliardi di euro drenati per ammortizzatori e disoccupazione sono poi in buona parte gestiti autoreferenzialmente dalle Regioni. Dunque non oltre 6 miliardi in tutto per formazione e ammortizzatori. A fronte dei 60 miliardi spesi annualmente dalla Germania

Chiediamo perché ci sia questo enorme divario di risorse e se la formazione sia davvero importante in Italia, come declamato. La grande ipocrisia spinge a drenare risorse ingenti dagli stipendi da 20 anni ma a non utilizzarle (le risorse disponibili dal 2014 sono poi sempre più scarse) e non creare sistemi di concorrenza e selezione seria tra gli enti di formazione. Selezione che non sia solo in base al fatturato, con barriere all’ingresso per i piccoli indipendenti (migliaia) a fronte dei grandi “enti politici” e sindacali (pochi). Piccoli enti senza alcuna tutela contrattuale poi, tenuto conto del codice degli appalti e della trasparenza dovuta al denaro pubblico sotteso. Le norme ci sono, vanno solo fatte rispettare, con competenze attribuite in modo chiaro e congruo.

Chiediamoci perché non avvenga, informiamoci e condividiamo il sapere per opportunamente agire in gruppo, esigendo norme, arbitri, correttivi conformi a quel che accade in UE.

Questo non è solo il Paese del Gattopardo, ma anche del Rinascimento, fatto di cultura. bellezza, generosità, ricordiamocelo e non disperiamo.

Consophia è il blog che ti aggiorna sui temi istituzionali e innovativi della formazione.

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